Charly a BLU Gallery x Bologna Design week 2018

MODULA racconta innanzitutto un'attitudine, un abitare e un immaginare lo spazio peculiari del Checkpoint Charly, laboratorio artistico condiviso in Bolognina ed ex-magazzino rigenerato e reso funzionale e fruibile con un lavoro collettivo di auto-costruzione.
MODULA racconta anche una necessità, quella di poter personalizzare ogni elemento fisico dello spazio e adeguarlo a precise modalità espressive. Un'esigenza pratica ma, nel contempo, modellata da uno sguardo che vive e si nutre delle visioni e dell'immaginario degli artisti che attraversano il Checkpoint Charly.
Il risultato è un incontro felice fra arredo e vegetazione, in grado di incentivare la flora spontanea e di creare lo scenario perfetto per una socialità urbana tutta da coltivare, e frutto, prima che di sole competenze tecniche, di un dialogo che intreccia necessità reali, artigianato ed espressione artistica, sempre rinnovabile e ibridabile.
Checkpoint Charly presenta, per la Design Night, i primi esiti di questo dialogo: gli sgabelli e i tavoli modulari nati dall'esperienza laboratoriale, una serie di vasi in legno e alcune opere visive degli artisti Davide Saba e Gianfranco Mazza.

Modulare è il nostro modo di abitare gli spazi del Checkpoint Charly, ex-magazzino rigenerato attraverso un lavoro collettivo di auto-costruzione.Modulare è il nostro approccio al lavoro artistico, fatto di competenze e passioni che si intrecciano, si stimolano e si ibridano.Modulare è la soluzione immaginaria alle nostre necessità.

GELATERIA SOGNI DI GHIACCIO, BOLOGNA (IT)

Sucre si compone di un’architettura semplice, geometrica, che rimanda a forme prime dove un gioco infinito di dentro-fuori rende l’opera tutt’altro che conclusa. Una precarietà formale che ci persuade a fare un passo dentro l’opera. La quarta parete viene abbattuta.  Nella serie di lavori presentati sembra ovvia l'intenzione di creare dei vuoti, sottraendo frammenti alla materia e creando un illusione spaziale, geometrie inventate, minimali, aperte verso lo spazio dell'ambiente o costruite all'intero dello spazio dell'opera. 
Gli oggetti non accettano piu il loro miserabile ruolo di statici utensili. Sucre e' impazienza, ansia, irrefrenabile voglia di emancipazione.

(Sucre, aprile 2017)

Sucre is a made up of  simple and geometric architecture, which refers to basic forms where an infinite in-and-out game makes the work anything but finished. At this point there is nothing left but to launch into the work itself, to visit it, to plumb it, to finish it. A formal precariousness which convinces us to take a step into the work. The fourth wall is pulled down.  The objects no longer accept their miserable role as static utensils. Sucre is impatience, anxiety, and irrepressible desire for emancipation.

(Sucre, Abril 2017)

ESPAI M,La Escocesa , Barcelona (ESP)

American lession è un itinerante viaggio, trans atlantico, alla scoperta del minimalismo americano, attraverso la reinterpretazione di alcuni lavori più emblematici dei suoi esponenti. Come in una bottega del rinascimento il giovane allievo si cimenta nella copia dei lavori del proprio maestro allo scopo di imparare tutti i trucchi del mestiere artistico. Sotto la direzione artistica del maestro, al quale spettava d’ideazione dell’opera, i ragazzi ricopiavano le sue opere. Riproporre i lavori di Sol Lewitt, Donald Judd, Carl Andrè diventa pretesto e causa per approfondire  la lezione americana. American lession è un esame.

“American Lesson” es un viaje transatlántico itinerante a la búsqueda del minimalismo americano a través de la reinterpretación de algunos de los trabajos más emblemáticos de sus máximos representantes. Como en un taller renacentista, el joven aprendiz se forma copiando el trabajo del maestro, que se encarga de la concepción y conclusión de la obra, tratando de aprender de él todas las técnicas y trucos del oficio. En este caso, la reproducción y reinterpretación de obras de Sol Lewitt, Donald Judd o Carl Andre se convierte en pretexto y objetivo para aprender más a fondo la lección americana. “American Lesson” es un examen.

Pattern è un gioco, un gioco fatto di geometriche ripetizioni. Lo schema si ripete all'infinito, lo spazio diventa il supporto stesso dell'opera.  Un eserizio continuo, un divenire totalizzante che si sottrae volentieri dall'essere opera vera e propria.

Letteralmente:   Pattern è un termine inglese, di uso diffuso, che può essere tradotto, a seconda del contesto, con "disegno, modello, schema, schema ricorrente, struttura ripetitiva" e, in generale, può essere utilizzato per indicare una regolarità che si riscontra all'interno di un insieme di oggetti osservati (per esempio, le macchie di un ghepardo o la ripetizione di una determinata sequenza all'interno di un insieme di dati grezzi) oppure la regolarità che si osserva nello spazio e/o nel tempo in determinati fenomeni dinamici (per esempio, la danza delle api o la circolazione delle masse d'aria calda e fredda nell'atmosfera).

 

Pattern in inglese indica il disegno ornamentale di una superficie: per esempio un tessuto, unatappezzeria, una pavimentazione. La composizione di un pattern è data dal moltiplicare e affiancare tra loro, secondo una griglia regolare e ordinata, tanti moduli base identici tra loro, secondo le regole della simmetria traslatoria.

 

(da Wikipedia)

Curated by MAtteo GAlbiati

Per il premio San fedele 2015 gli artisti selezionati sono stati invitati ad affrontare il tema del ritratto. L’idea del progetto presentato per il premio prende vita dall’intento di dare una risposta alla domanda : in che modo oggi la pratica del ritratto può essere considerata uno strumento utile per l’artista? Quando ci apprestiamo a fare un ritratto sintetizziamo l’idea che abbiamo di una determinata persona o cosa. Lo stesso soggetto si presenta ai nostri sensi in tutti i suoi innumerevoli aspetti ed è  in questa apparente pluralità che l’artista prima e l’uomo poi, riesce a fare esperienza del mondo e di conseguenza si ritaglia la sua realtà percettiva. Ritrarre significa indagare il mondo delle cose.  In quest’ottica, un ritratto non è più la rappresentazione di qualcuno o qualcosa ma diventa la sintesi delle sue possibili rappresentazioni.  Nell’opera presentata, tutti gli elementi apparentemente uguali, mantengono la propria struttura, ogni immagine, se pur simile all’altra, si differenzia per forma e/o colore.

 

A group of selected artists has been invited to talk about  the portrait for the “Premio San Fedele 2015”. The idea of the project was born in order to find an answer to the following question: ‘How the practice of the portrait may be considered an useful tool for the artist today? ‘ Whenever he is doing a portrait he is summarizing the idea he has of a particular person or a particular thing. The subject itself is shown to our senses in all its plural aspects. In this apparent plurality the man, as artist and as person, can experience the world and, consequently, define his perceptual reality. Portrait means investigate the world of things. From this point of view a picture is no longer the representation of someone or something, but becomes the summary of its possible representations. In the performed work every elements are apparently the same. They keep their structure. Every image, even though similar to each other, diverges in shape and/or colour.

Curated by Lelio Aiello

 In INTERSEZIONI, la prima delle tre bipersonali previste dal progetto "Duetti", si confrontano Gianfranco Mazza e Daniele Pulze. I due autori portano avanti una ricerca sulla percezione visiva del reale, costruendo dispositivi che ne mettono in crisi lo statuto stesso. Pulze propone un intervento che sperimenta la sovrapposizione di due spazi. Quello della galleria si interseca con un campo da gioco, percepibile ed esperibile nella porzione coincidente con il perimetro di LOCALEDUE e con una porzione della piazza prospicente. Mazza risponde con un intervento volto a disorientare il pubblico nella percezione dello spazio. Su due pareti antistanti, l’artista ripete un pattern minimale che sfrutta la sua collocazione per una frattura visiva.

 

INTERSECTIONS , the first of three two-person included in the project "Duetti" , comparing Gianfranco Mazza and Daniele Pulze . The authors research’s on visual perception of reality , building devices they put in crisis the statute itself. Pulze proposes an intervention that experiences the overlapping of two spaces . That gallery intersects with a playground , perceptible and experienceable in the portion coinciding with the perimeter of LOCALEDUE and with a portion of the square prospicente . Mazza responds with a speech designed to confuse the public perception of the space . On two walls facing the artist repeats a pattern minimal that lexploit its location to a visual fracture

Un’architettura semplice, geometrica, che rimanda a forme prime dove un gioco infinito di dentro-fuori rende l’opera tutt’altro che conclusa. A questo punto non ci resta che avventarci dentro l’opera stessa, non ci resta che visitarla, scandargliarla, terminarla. Una precarietà formale che ci persuade a fare un passo dentro l’opera. La quarta parete viene abbattuta. L’illusione non esiste. Viene vissuta come un qualcosa di reale, le opere si muovono, danzano, assecondano lo spettatore.

A simple and geometric architecture, which refers to basic forms where an infinite in-and-out game makes the work anything but finished. At this point there is nothing left but to launch into the work itself, to visit it, to plumb it, to finish it. A formal precariousness which convinces us to take a step into the work. The fourth wall is pulled down. Illusion doesn’t exist. It is lived as something real, the works move, dance, pander the spectator.

Generare di nuovo è un lavoro che ruota intorno all’idea stessa del processo creativo che si colloca come momento preliminare del fare arte. Alla base della creatività c’è uno stato di scoperta, meraviglia e stupore davanti all’ignoto, è la capacità di vedere il noto con occhi nuovi. Nulla è originale. Lo è invece la forma, la presentazione, l’ordine delle cose. La creatività si traduce, attraverso lo studio della realtà, nella capacità di dar  nuova forma alle cose rielaborando ciò che esiste già.

Generare di nuovo is a work about the idea of the creative process as a starting point to make art. The basis of creativity is a state of discovery, wonder and surprise regarding the unknown. It is the ability to see familiar things through new eyes. Nothing is original. Only the form is original, like the presentation and the order of things. Creativity is, through the study of reality, the ability to give new shape to things rearranging what already exists.

 

stampa digitale su carta 160gr, 63x90 cm,   telaio alluminio. 1st classificato I Biennale Giovani Don Franco Patruno. Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, Ferrara (Italia)

Curated by Giovanna Caimmi

“Mi piacerebbe produrre qualcosa che non mi vergognerei di mostrare a Sol Lewitt”.

Frammenti di tetto, stipiti e membrane di case improbabili sbalzano così dagli affreschi ai “wall drawings” di Sol fino agli “Scotch draft# Split” dell’artista, con tanto di cancelletto che non chiude e non chiuderà mai la serie dell’astrazione complicata e angelica che si traveste di secoli e denominazioni. Nei suoi quadri, quelli in cui il pennello non sfugge alla linea retta, “esiste solo ciò che si può vedere”. Ormai sappiamo che l’occhio di chi osserva dirige la risposta. L’artista non si risparmia, come le sue opere, aumenta la dimensione, scartando l’anamorfosi. E quindi entriamo  con l’idea di chiudere un cubo che non pareva soffrire di rimanere split, sunder, share, splinter e cacofonie d’urto in cui si scivola dalla prospettiva cavaliera di scotch nelle varie gradazioni del marrone poverista che mai i pennelli degli illustri avi americani avrebbero scelto”.

 

 Giovanna Caimmi

 

 

Vivo l'arte come pura sperimentazione, una pratica ludica dove ognuno di noi sperimenta nuovi criteri, inventa nuove formule. Basta un taglio a 45 gradi perché una tavola diventi una parete protesa verso un punto infinito, basta una differenza cromatica dovuta alla scelta di diversi tipi di legno o alla scelta di tavole riciclate, invecchiate, usurate dal tempo, ad abbagliare i sensi e creare solidi tridimensionali proiettati nello spazio. In alcuni lavori sembra ovvia l'intenzione di creare dei vuoti, sottraendo frammenti alla materia e creando un illusione spaziale, geometrie inventate, minimali, aperte verso lo spazio dell'ambiente o costruite all'intero dello spazio dell'opera. 

 

 

 

I live art as pure experimentation, a playful practice where each one of us experiences new standards, invents new formulas. A 45-degrees cut is sufficient to transform a table into a wall leaning forward to an endless point, a colour difference due to the choice of different types of wood or of recycled, aged tables worn out by time is sufficient to dazzle our senses and to create three-dimensional solids projected into the space. In some works clearly appears the intention to create voids, taking fragments away from substance and creating a spatial illusion, invented, minimal geometries open to the environmental space or built inside the space of the work. 

 

GENERARE DI NUOVO 2015 stampa digitale su carta 63x90cm 1st prize Biennale FrancoPatruno,Ferrara IT